Che fine ha fatto il portiere condominiale?

Se mostrassimo ad un ragazzino La banda degli onesti, uno dei più famosi film di Totò, probabilmente ci chiederebbe che mestiere faccia il protagonista. Perché quella del portiere condominiale che negli anni Cinquanta, ai tempi della commedia, era una figura imprescindibile nell’immaginario collettivo italiano ha iniziato lentamente a sparire e ormai non se ne trova quasi più traccia.

A partire dagli anni Ottanta, infatti, si è cominciato a pensare di poterne fare a meno e di poterlo sostituire con il citofono. I primi a pensare di non averne più bisogno, e poter trovare una miglior destinazione ai soldi versati per il suo stipendio, sono stati gli inquilini e quest’ultimi sono proprio coloro che più lo rimpiangono.

E questo perché il portiere di condominio non si limitava a controllare gli ingressi nel palazzo, era molto di più. Egli gestiva la raccolta dei rifiuti, ritirava posta, raccomandate e pacchi, effettuava la manutenzione ordinaria dello stabile, cambiava lampadine, aggiustava rubinetti, serrande e quant’altro, curava gli spazi comuni e i giardini, innaffiava le piante degli inquilini assenti, custodiva e consegnava le chiavi, addirittura a volte sbrigava anche commissioni private per i condomini.

Portiere condominiale

Non si può negare che per fare tutto ciò a volte abbandonava la propria guardiola, ma spesso lasciava al suo posto la consorte o un altro familiare a controllare che nessuno s’intrufolasse di soppiatto. Ed ironia della sorte, a detta di molti amministratori condominiali, i soldi risparmiati sullo stipendio del portiere sono meno di quelli che servono per provvedere a tutti quei servizi che egli svolgeva come proprie mansioni e che ora devono essere reperiti esternamente.

Certo, la costante presenza di una persona così all’interno degli spazi comuni di un condominio aveva anche dei lati negativi. Ad esempio, conosceva le abitudini di tutti gli inquilini e non era possibile invitare qualcuno in casa senza che lo venisse a sapere. Inevitabile che un incontro segreto quindi non rimanesse segreto a lungo. Spesso inoltre questa presenza assidua e la sua funzione di riferimento per l’intero palazzo gli facevano pensare di essere il “direttore” dello stabile, tuttavia erano piccoli difetti e che di certo non creavano grosse problematiche.

A soffrirne di più l’assenza oggi sono le persone anziane, la fascia più debole della popolazione, che si ritrovano allo stesso tempo senza un punto di riferimento sicuro per gli imprevisti di tutti giorni e senza qualcuno che possa effettuare da primo deterrente per i malintenzionati. Ad esempio, il ladro che entra in casa spacciandosi per un addetto dell’Enel può forse ingannare un’anziana che vive sola, ma di certo non il portiere condominiale il cui mestiere è controllare gli ingressi e ne ha viste di ogni colore nella sua lunga carriera.

Sorte diversa hanno avuto invece i palazzi sede di aziende o di numerosi uffici: qui il portiere condominiale esiste ancora, sebbene si faccia chiamare con il più moderno nome di receptionist. È un servizio a cui le imprese, dove ogni giorno entrano ed escono a decine tra dipendenti e clienti, non possono rinunciare e che nell’ultimissimo periodo sembra stia tornando anche negli stabili residenziali. Sono sempre di più infatti le società che offrono servizi di portierato, guardiania e reception in outsourcing, cioè non gestite direttamente dalle aziende, dai centri direzionali o dai condomini, bensì da società esterne specializzate.

Un ritorno al passato prima che sia troppo tardi? Meglio così, meglio prevenire.

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2017-01-15T16:36:29+00:00